Amministrazione condivisa, approvate le linee guida dell’Emilia-Romagna

La Regione adotta il documento attuativo della legge regionale 3/2023: indicazioni operative per co-programmazione, co-progettazione e convenzioni con gli enti del Terzo settore

Di Massimo Novarino – La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato le Linee guida regionali sull’amministrazione condivisa, in attuazione della legge regionale 13 aprile 2023, n. 3, dedicata alla promozione e al sostegno del Terzo settore, dell’amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva. Il provvedimento è stato adottato con la delibera n. 528 del 13 aprile 2026.

Il documento rappresenta un passaggio importante per accompagnare enti pubblici ed enti del Terzo settore nell’applicazione concreta degli strumenti previsti dal codice del Terzo settore, in particolare dagli articoli 55 e seguenti, e dalle linee guida ministeriali adottate con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n. 72 del 2021.

L’obiettivo dichiarato delle linee guida è quello di facilitare le forme di relazione collaborativa tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore, offrendo indicazioni che non si limitano al solo profilo giuridico e procedurale, ma riguardano anche gli aspetti metodologici e organizzativi necessari per sviluppare processi realmente collaborativi. Il testo richiama una lettura dell’amministrazione condivisa non come semplice sequenza di adempimenti amministrativi, ma come processo sociale e istituzionale che richiede un cambiamento di approccio da parte di tutti i soggetti coinvolti. Co-programmazione e co-progettazione vengono quindi inquadrate come strumenti attraverso i quali pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore possono condividere letture dei bisogni, risorse, competenze e responsabilità, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative proprie di ciascun attore.

Le linee guida affrontano in modo organico i principali istituti dell’amministrazione condivisa: la co-programmazione, finalizzata all’individuazione dei bisogni, degli interventi necessari, delle modalità di realizzazione e delle risorse disponibili; la co-progettazione, rivolta alla definizione ed eventualmente alla realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento; le convenzioni con organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, previste dagli articoli 56 e 57 del codice del Terzo settore. Viene dedicata attenzione sia alla dimensione procedimentale (avvio del procedimento, pubblicazione degli avvisi, partecipazione degli enti del Terzo settore, svolgimento dei tavoli, conclusione dell’istruttoria, obblighi di pubblicità e trasparenza) sia all’importanza della facilitazione e cura dei processi partecipativi. Le linee guida si soffermano anche sulla possibilità di attivazione dei procedimenti su iniziativa degli enti del Terzo settore.

Accanto all’approvazione delle linee guida, la Regione individua alcune azioni di sistema per sostenerne l’attuazione. Tra queste, la predisposizione di un tool kit con facsimili, bozze di atti, comunicazioni e regolamenti non vincolanti, pensato come supporto pratico sia per le amministrazioni pubbliche, in particolare i Comuni di piccole dimensioni, sia per le organizzazioni del Terzo settore meno strutturate.

Sono inoltre previste attività di formazione permanente su scala regionale, momenti di scambio e confronto a livello distrettuale, azioni di accompagnamento e supervisione delle pratiche di amministrazione condivisa “sul campo”, nonché attività di monitoraggio nell’ambito dell’Osservatorio regionale del Terzo settore e dell’amministrazione condivisa. L’obiettivo è anche quello di mappare le esperienze sviluppate nei territori e favorire la diffusione di una cultura condivisa e di competenze adeguate.

Le linee guida si collocano dunque in un percorso più ampio di consolidamento dell’amministrazione condivisa come modalità ordinaria e qualificata di rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore. La loro efficacia dipenderà ora dalla capacità di tradurre le indicazioni contenute nel documento in prassi amministrative coerenti, accessibili e proporzionate, capaci di valorizzare il contributo degli enti e di evitare che gli strumenti collaborativi vengano appesantiti da eccessivi formalismi.

Fonte: Cantiere Terzo Settore