La app bolognese che riduce le emissioni e aumenta le donazioni al non profit

Con LightRide le scelte ecologiche e solidali sono gesti semplici: con la app di carpooling di Sergio Fedele puoi offrire o trovare un passaggio e fare una donazione a una associazione non profit

Fonte VOLABO

Immagina di offrire un passaggio a una persona che conosci appena. Arrivi a destinazione, lei sorride e ti chiede: «Quanto ti devo?». Di solito si finisce in quell’imbarazzo tutto italiano fatto di goffi “grazie” e “a buon rendere”. La startup LightRide rompe quel copione con un gesto semplice: le spese del viaggio possono diventare una donazione all’associazione non profit che preferisci. L’app è un’idea di Sergio Fedele, esperto di mobilità sostenibile e co-fondatore di Generation Carbon, l’associazione bolognese che da anni lavora per sostenere una risposta collettiva alla crisi climatica. LightRide nasce da quella stessa visione e la rende percorribile ogni giorno.

Il meccanismo è semplice: puoi pubblicare un annuncio come guidatore o passeggero, per un viaggio singolo o ricorrente, e gli altri utenti che devono percorrere la stessa tratta rispondono per chiedere o offrire un posto in auto. Il guidatore ha la scelta finale se accettare un contributo spese oppure devolvere le spese di viaggio a un’organizzazione non profit presente nell’elenco delle realtà convenzionate con LightRide. Non ci sono intermediari, non vengono trattenute percentuali: il contributo arriva intero all’associazione. Non hai una associazione non profit del cuore? LightRide è la vetrina che ti permetterà, di tragitto in tragitto, di scoprirle e sceglierle in base alle tue propensioni e ai tuoi interessi.

È una dinamica virtuosa quanto semplice che trasforma il muoversi quotidiano in solidarietà. Vale la pena fermarsi un momento su questo passaggio, perché è qui che sta la forza dell’idea. Un solo gesto quotidiano — condividere un tratto di strada con qualcuno — produce quattro effetti fondamentali:  riduce le emissioni di CO,  aumenta le donazioni a progetti solidali,  moltiplica gli incontri tra persone,  (con) divide il viaggio.

Per le organizzazioni non profit della città metropolitana di Bologna si apre un’opportunità nuova: entrare nel bacino delle associazioni selezionabili dai viaggiatori e dalle viaggiatrici di LightRide. Non è solo un canale in più per raccogliere fondi. È la possibilità di farsi conoscere da persone che non avrebbero mai incrociato la propria causa, attraverso il contesto più informale e relazionale che esista: quello di un viaggio condiviso.

Ageop Ricerca, storica associazione bolognese che da oltre 44 anni sostiene i bambini e gli adolescenti malati di cancro in cura nel reparto di Oncoematologia pediatrica del S. Orsola, ha già scelto di fare parte delle organizzazioni non profit a cui devolvere le spese di viaggio. Poi c’è chi usa LightRide per offrire passaggi e propone ai suoi ospiti di fare una donazione alla propria associazione: è il caso di Debora Barioni, volontaria di Generation Carbon, che propone abitualmente ai propri compagni e alle proprie compagne di viaggio di destinare il costo del tragitto alla sua associazione.


Debora usa LightRide soprattutto per i tragitti brevi: quello casa-scuola, la commissione dell’ultimo momento. “La cosa più bella è che non devi stare lì a contrattare chi deve dare cosa a chi. I soldi del viaggio vanno direttamente all’associazione che hai scelto, e il problema non esiste più”.

In macchina si finisce spesso a parlare di Generation Carbon, l’associazione che Debora sostiene. “Diventa quasi un modo naturale per far conoscere quello che facciamo.”

“All’inizio qualcuno è scettico, ma è normale davanti alle novità. Bastano due due parole di spiegazione: il sistema di recensioni rassicura, e il resto viene da sé”.

Guidatrice LightRide – Debora Barioni Volontaria di Generation Carbon


Quando Marialaura ha sentito parlare di LightRide ha subito deciso di aderire all’iniziativa: “Ageop difende ogni giorno il diritto alla cura dei bambini e degli adolescenti malati di cancro. Parlare di cura significa anche impegnarsi perché le persone vivano in un ambiente più sano. Per questo crediamo che avere meno auto in circolazione e respirare aria più pulita sia una scelta di civiltà e di responsabilità verso la comunità”.

Sul fronte delle donazioni tutto è tracciato: chi dona riceve un’e-mail di ringraziamento e la ricevuta fiscale, con la possibilità di scoprire i progetti in corso sulla pagina ufficiale di Ageop. Trasparenza totale.

Il progetto a Bologna è ancora in fase di avvio — l’autunno sarà il vero test. “Serve solo che le persone si abituino a questo nuovo tipo di mobilità” dice Marialaura. Il modello, che ha già funzionato in Trentino-Alto Adige, fa ben sperare.

Ageop Ricerca – MariaLaura Corporate Fundraiser


La piattaforma prevede una serie di filtri di sicurezza per evitare esperienze spiacevoli e aumentare la fiducia nel servizio. Uno di questi filtri è il sistema degli inviti che si basa sul concetto della “catena della fiducia”. Il fondatore Fedele rende “invitati” i suoi contatti personali e i responsabili delle associazioni non profit partner del progetto e questi a loro volta possono invitare ciascuno un massimo di dieci persone fidate e così via a catena. Le aziende possono invece “certificare” i propri collaboratori. Le tariffe di rimborso spese non possono superare i rimborsi chilometrici previsti per legge, perché si tratta di una vera condivisione dei costi e non di un servizio a pagamento.

Se la tua organizzazione vuole entrare nella rete di LightRide e offrire ai viaggiatori e alle viaggiatrici di Bologna e dintorni la possibilità di sostenerla con un passaggio in auto, il primo passo è contattare il fondatore all’indirizzo clima.sergiofedele@gmail.com e richiedere la convenzione oppure visitare www.lightride.it e contattare la startup telefonicamente o tramite canali social. L’app è disponibile in tutta Italia.

Un gesto piccolo per chi condivide il tragitto, un moltiplicatore di solidarietà per la comunità e l’ambiente.