Nel 2025 gli empori solidali hanno supportato 8.230 famiglie sul territorio regionale dell’Emilia-Romagna

Bilancio 2025 dell'Associazione Empori Solidali Emilia Romagna odv: trend in lieve crescita rispetto allo scorso anno, in linea anche con i dati Istat relativi alla nostra Regione

L’associazione Empori Solidali Emilia Romagna odv (www.emporisolidaliemiliaromagna.it) ha effettuato come di consueto la rilevazione dei dati relativi all’anno precedente: nel 2025 sono stati 8.230 i nuclei familiari raggiunti, per un totale di 25.700 persone di cui 7.175 sono minoriLa rilevazione riguarda 32 dei 45 empori solidali presenti sul territorio della regione Emilia-Romagna: di questi, 26 sono anche soci dell’associazione di secondo livello, nata nel 2021 e che si avvale del supporto del Centro Servizi Volontariato di Modena e Ferrara per la segreteria organizzativa. I dati mostrano un trend in lieve crescita rispetto allo scorso anno, in linea anche con i dati Istat relativi alla nostra Regione.

volontari coinvolti nella gestione degli empori sono 1.308; gli empori solidali sono progetti di comunità rivolti a persone e famiglie in condizione di vulnerabilità economica e sociale, luoghi in cui i beneficiari trovano beni di prima necessità, ma anche tanti servizi aggiuntivi (sportello di ascolto, orientamento al lavoro, consulenza finanziaria, sportello energetico, servizi per bambini, alfabetizzazione, occasioni di aggregazione) per i quali servono formazione e competenze specifiche. Le spese alimentari effettuate dai beneficiari nel 2025 sono state 132.930, che economicamente equivalgono – considerando 80 euro come prezzo medio di una spesa per un nucleo familiare di 4 persone, composizione più ricorrente tra i nuclei familiari raggiunti, – a beni distribuiti per un valore di oltre 10,5 mln di euro.

Quasi tutti gli empori solidali sono accreditati al Banco Alimentare e da esso ricevono in media il 33% dei beni che poi redistribuiscono. La restante parte proviene da raccolte alimentari, donazioni di aziende sostenitrici (368), e acquisti effettuati per procurare beni di prima necessità difficili da reperire gratuitamente. I fondi provengono sia da bandi pubblici (come quello della Regione Emilia-Romagna a sostegno delle realtà che si occupano di recupero, stoccaggio e redistribuzione dei beni), sia da aziende che scelgono di donare prodotti o sostenere le attività con donazione di denaro.

«Quest’anno abbiamo raccolto i dati da 32 empori, rispetto ai 36 del 2024, un campione comunque significativo, che ci consente di affermare che i numeri relativi alla povertà sono in crescita – afferma Luigi Prini, modenese, presidente al secondo mandato dell’associazione Empori Solidali Emilia Romagna odv – I nostri soci sono 26, ma gli empori presenti nella regione Emilia-Romagna sono almeno 45, dall’ultima mappatura effettuata.

Da sempre lavoriamo per raggiungere anche gli empori meno strutturati perché di piccole dimensioni o di più recente apertura, offrendo opportunità formative o di relazione. Insieme all’Emporio di Parma abbiamo organizzato in febbraio un convegno nazionale a cui hanno partecipato anche diversi empori da altre Regioni, a conferma che l’interesse per l’”esperienza emiliana” è alto. Euricse ha effettuato uno studio sugli empori a livello nazionale e a breve sarà pubblicato un altro report. Prosegue inoltre la collaborazione con l’Assessorato alla Sanità rispetto alle linee guida nella gestione degli alimenti e stiamo strutturandoci anche per sviluppare maggiormente le attività di raccolta fondi. La nostra è un’Associazione piccola, ma che vuole crescere per supportare sempre più famiglie.”