Sabato 28 marzo 2026, presso la sala comunale ex Refettorio di San Paolo in via Boccaleone 19 a Ferrara, si è tenuto il seminario aperto al pubblico “Testimoni di guerra: operatori sanitari e giornalisti, bersagli sul fronte”, un momento di approfondimento rivolto in particolare a giornalisti e operatori sanitari.
L’incontro, a ingresso libero, è stato promosso dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Ufficio Stampa del Comune di Ferrara, Assostampa Ferrara e il gruppo Sanitari per Gaza Ferrara.
Il ruolo del Diritto Internazionale Umanitario – Tra i principali interventi, quelli di Enrica Sanna, giornalista e volontaria della Croce Rossa Italiana – Comitato di Bologna, e di Alessandra Lazzari, insegnante e istruttrice di Diritto Internazionale Umanitario e Delegata ai Principi e Valori Umanitari CRI.
Le relatrici hanno evidenziato come il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) rappresenti una chiave di lettura fondamentale per comprendere i conflitti contemporanei e il ruolo di chi opera nei contesti di guerra. Nato con la prima Convenzione di Ginevra del 1864, il DIU ha l’obiettivo di proteggere chi non partecipa ai combattimenti — civili, operatori sanitari, giornalisti — e coloro che non vi prendono più parte, come i feriti.
È stato sottolineato come il rispetto di queste norme sia vincolante anche per gli Stati che non le hanno formalmente ratificate (l’Italia lo ha fatto nel 1951), e come la loro conoscenza sia ancora oggi insufficiente, sia tra i cittadini sia nella narrazione mediatica dei conflitti.
Neutralità e azione umanitaria – Un altro tema centrale è stato il principio di neutralità della Croce Rossa, condizione essenziale per poter operare in contesti di guerra. La neutralità, è stato ricordato, non implica indifferenza, ma la capacità di mantenere un dialogo con tutte le parti in conflitto per garantire accesso e assistenza alle popolazioni colpite.
È stato inoltre chiarito il significato dei simboli della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, spesso fraintesi: essi rappresentano uno status di protezione internazionale, non un’appartenenza religiosa o politica.
Testimonianze dai contesti di guerra – Il seminario ha poi dato spazio a testimonianze dirette di operatori sanitari impegnati in contesti di crisi e conflitto, coordinate da Silvia Bortolazzi, Federica Barbieri e Diletta Testi del gruppo Sanitari per Gaza Ferrara.
Tra gli interventi:
Angelo Stefanini, medico volontario del Palestine Children’s Relief Fund ed ex direttore OMS per i Territori Palestinesi Occupati, con un intervento su “Genocidio a Gaza (secondo ONU): limiti dell’azione umanitaria”
Riccardo Corradini, medico chirurgo presso l’ospedale Santa Chiara di Trento, che ha raccontato la sua esperienza di Erasmus a Gaza e la partecipazione alla missione umanitaria della nave Coscience
Bahia Hakiki, neurologa e docente dell’Università di Firenze, cofondatrice del movimento Sanitari per Gaza, che ha approfondito il tema “L’uso della tortura come strumento di guerra”
Sono intervenuti inoltre rappresentanti di importanti organizzazioni umanitarie, tra cui Medici Senza Frontiere ed Emergency, con le testimonianze di Ettore Mazzanti e Francesca Di Vece.
Informare per prevenire – Un punto condiviso da tutti i relatori è stato il limite della narrazione mediatica dei conflitti, spesso incapace di restituire la complessità del diritto internazionale umanitario e delle sue implicazioni. La conoscenza e la diffusione di questi principi rappresentano infatti uno strumento fondamentale non solo per interpretare i conflitti, ma soprattutto per prevenirne le violazioni. In assenza di consapevolezza, il rischio è che il rispetto delle norme venga demandato esclusivamente a procedimenti giudiziari successivi ai crimini di guerra, anziché diventare parte integrante di una cultura condivisa del diritto e della tutela umana.
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